Storie

Sritto da Jacopo

torq2

Riva del Garda ed i suoi trail sono sicuramente il luogo ideale per testare una bici dalla vocazione poliedrica come la Canyon Torque.
Una bici da freeride nel senso più ampio e vero che si possa immaginare. Nata per consentire di girare sui trail enduro dietro casa guadagnandosi ogni discesa o per affrontare intere giornate in bike park tra salti e curve.
Ho avuto il piacere di provarla, seppur brevemente, sui rocciosi sentieri che sovrastano il Bike Festival insieme al padre del progetto, Daniel Oster!
Fin dai primi metri, il feeling con la Torque è stato positivo. Chi conosce i sentieri di Riva sa che rocce, pietre smosse e gradoni sono i grandi protagonisti ed in queste situazioni la geometria del telaio e le sospensioni, seppur non tarate perfettamente per via del poco tempo a disposizione, consentono di impostare la traiettoria e mantenerla con sicurezza. La sensazione è sempre quella che la bici sia letteralmente incollata al terreno.
Nei tratti dritti l’angolo sterzo aperto (65°) e l’interasse abbastanza lungo (1.195 mm) consentono di mantenere alta la velocità anche su fondo molto rotto consentendo di sfruttare i 180 mm di escursione della forcella Rock Shox Lyric.

torq4

Il carro posteriore lavora egregiamente ed i 175 mm vengono sfruttati completamente senza incorrere in fastidiosi fondocorsa. E’ incredibile come si abbia la sensazione che la bici desideri sempre più velocità!
L’inserimento in curva è preciso ed il comportamento è sincero e prevedibile. Nelle curve più ampie, geometrie e ammortizzatori lavorano ottimamente per tenere la traiettoria impostata; nelle sezioni con curve in successione la bici è rapida e reattiva.
La rigidità del telaio si percepisce sia nei tratti più rotti, dove ci si aspetta precisione nel mantenere la linea scelta, che nelle curve per trasferire la pressione alle ruote e quindi trasformarla in grip, che nei rapidi cambi di direzione dove ogni impulso del rider è convertito in azione.
Il carbonio, mi spiega Daniel, consente di ottimizzare i punti di rigidità del telaio per ottenere esattamente il comportamento desiderato. Non solo una questione di peso quindi come si è spesso portati a pensare, ma parte integrante dell’intero progetto.

torq3

Il percorso è lungo e la fatica nelle braccia inizia a farsi sentire. Prudenzialmente abbasso il ritmo e in questa situazione, forse a causa di un setting dell’ammortizzatore non proprio perfetto, ho percepito un comportamento un pò secco del carro sugli urti meno pronunciati.
L’ultimo tratto è composta da una sezione trialistica con alti gradoni di roccia su tornantini strettissimi. Non esattamente il mio terreno preferito, anzi, ma anche in questo caso la bici mi ha aiutato molto ad uscire dalla situazione senza troppi patemi.
Quando ho chiesto a Daniel quale fosse la prima cosa che inizia a disegnare quando deve iniziare un nuovo progetto, lui mi spiega che l’inizio è dalla geometria. Definire la geometria di un telaio vuol dire trasformare quelli che sono dei comportamenti desiderati in numeri e quote che, messi insieme, definiscono il carattere e la vocazione della bici. 
Il desiderio all’inizio del progetto era, come detto, avere una bici polivalente, che consenta di fare tutto (in ambito gravity) e che lo faccia bene. Ritengo che l’obiettivo sia stato centrato.
Se anche l’occhio vuole la sua parte, trovo questa Torque veramente bella. Linee pulite e spigolose che evocano velocità. Il color nero che le esalta ed il carbonio a vista sul tubo orizzontale la rendono davvero cattiva.
Estremamente intelligente il sistema di passaggio cavi interno che consente di custodirli all’interno di uno “scomparto segreto” ma di semplice accesso (se non avete provato non potete immaginare quanto sia fastidioso sostituire un impianto frenante su una bici con internal cable routing).
A chi mi sento di consigliare questa bici? A tutti quelli che cercano un mezzo che consenta di divertirsi praticamente in ogni situazione. Dall’enduro alle giornate in bike park, dai percorsi dove il flow è padrone alle situazioni in cui rocce, radici e ripidi sono onnipresenti. Sia che la discesa sia da conquistare a pedali sia che ci siano risalite meccanizzate. E perché no, se ci scappa una gara, che sia di enduro o una dh la Canyon Torque è pronta!

Sincero sincero? Non vedo l’ora che ci lascino questa bici per il test di lunga durata…  UNRULY!
Scopri tutti i modelli www.canyon.com

torq1

Video